Italiani all’estero, Grandi Chef a Hong Kong per i 20 anni di enogastronomia italiana di qualità in Asia

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Massimo Bottura, Marco Sacco, Claudio Sadler, Giovanni Grasso, Ivan Musoni, Giacomo Gallina, Matteo Scibilia e altri talentuosi cuochi italiani a un vertice di cucina italiana senza precedenti

Si terrà dal 20 al 25 ottobre prossimi a Hong Kong il Summit della Cucina Italiana in Asia. Per una settimana la metropoli cinese avrà uno straordinario sapore italiano. Quindici grandi cuochi italiani provenienti dall’Italia e da altre capitali asiatiche, saranno ospiti dei dieci migliori ristoranti italiani della città. Con i cuochi arriveranno prodotti dell’eccellenza enogastronomica di tutta Italia, a cominciare da quelli della Regione Puglia, che proprio al Summit presenterà il suo programma “Tipicamente Puglia”.

Venti anni fa, il primo ristorante italiano di qualità aprì ad Hong Kong, il Grissini nel Grand Hyatt Hotel di Wan Chai e a suggerire il nome non a caso fu Angelo Gaja. “Fu l’inizio di un’era per tutta l’Asia, dove ben presto iniziarono ad arrivare giovani e talentuosi cuochi dall’Italia insieme a prodotti made in Italy di qualità”, dice Rosario Scarpato, giornalista e produttore televisivo, direttore del Summit. Da allora la cucina italiana è la più amata in Asia dopo le cucine locali e Hong Kong è la porta all’Asia per l’alta enogastronomia italiana.

Tra i cuochi presenti a Hong Kong ci saranno Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena, Guest Master Chef al Ristorante Grissini nel Grand Hyatt Hotel, Marco Sacco del Piccolo Lago di Mergozzo (Verbania) Guest Master Chef al Ristorante Va Bene, Claudio Sadler (Sadler, Milano), Giovanni Grasso de La Credenza (San Maurizio Canavese) al Ristorante Gaia, Ivan Musoni del Ca’ Vegia di Salice Terme (Pavia) al Ristorante Angelini nell’Hotel Shangri La Hotel. E ancora: Giacomo Gallina del Gold, Milano sarà Guest Master Chef al Sabatini nel Royal Garden Hotel mentre Antonio De Rosa e Domenico Maggi porteranno a Hong Kong gli inconfondibili sapori della Puglia. Matteo Scibilia (Osteria della Buona Condotta, Ornago) interverrà anche anche come Consigliere del Ministro della Cultura per la Cucina.

“Il Summit porta a Hong Kong la qualità e la vitalità della cucina italiana e alcune dele migliori intepretazioni che se ne fanno oggi nel mondo” dice Paolo Monti, Executive chef del Ristorante Gaia a Hong Kong e uno degli organizzatori dell’evento. Monti è il Moderatore del Forum GVCI, Gruppo Virtuale cuochi italiani, un network di oltre 900 professionisti della enogastronomia italiana, principalmente cuochi, che lavorano in oltre 70 paesi. Il Summit è promosso da www.itchefs-gvci.com, il sito del network GVCI di cui è presidente Mario Caramella, Executive Chef a Bali (Indonesia), uno dei pionieri della cucina italiana di qualità in Asia, anche lui presente Hong Kong. Negli anni Novanta, Caramella fu chef del Ristorante Mistral e del Grissini, dove, in occasione del Summit, tornerà a cucinare la cena di Gala che coincide con il ventesimo compleanno del locale. Con lui ci saranno altri due ex chef: Marco Avitabile, direttore delle operazioni culinarie della catena Hyatt Hotel in Asia, e Gabriele Colombo, il cuoco che aprì il Grissini, oggi executive chef a Saipan nelle isole della Mariana.

Il Summit rappresenta un’autentica novità, anche perché per la prima volta intervengono in un evento del genere cuochi italiani che lavorano con grande successo all’estero: Gianni Favro, chef patron del Ristorante Gianni’s Restaurant a Bangkok (Tailandia), Andrea Tranchero, Executive Chef del Ristorante Armani di Tokyo (Giappone) e Vincenzo Pezzilli, Executive Chef di Piazza Italia a Pechino, che saranno Guest Master Chef rispettivamente a Joia, Spasso e Osteria nel  Golden Mile Hotel.

Cene, degustazioni, classi magistrali di cucina, il Summit è ospitato dai migliori cuochi italiani di Hong Kong,  tutti associati al GVCI e talentuosi esponenti di una generazione che ha cambiato la storia della cucina italiana nel mondo.

Il mondo cambia cosi rapidamente che non ci accorgiamo che noi Italiani abbiamo contribuito in ogni angolo del Mondo a portare un pezzo di terra ITALIANA, avvolte forse anche senza accorgersene, e spesso con critiche e competizioni fuori da ogni logica culinaria. Spesso in questi ultimi tempi si e’ parlato dell’importanza del Made in Italy, cosa tanta cara a questo Gioverno, quello che io credo bisogna fare e solamente dare piu’ valore ai nostri connazionali, che e’ inutile dire che sono i veri nostri Ambasciatori, ma spesso c’e ne dimentichiamo, io credo, e so che su questo punto motli miei colleghi non la penseranno, che non c’e bisogno di fare fiere e/o festival della cucina c’e bisogno solo di un piccolo sforzo di maturita’ politica e culturale, dobbiamo esportare il modello tradizionale della cucina con tutti i suoi ingredienti, sfruttando la rete dei tanti cucochi italiani all’estero e dei tanti veri ristoranti italiani, valorizzandoli e fare delle leggi che permettono ai tanti ristoratori e cuochi di non mischiarsi tra la fitta folla di pseudo ristoranti Italiani.

Se io vado in un ristorante Cinese, Francese in ogni parte del mondo ci trovo il cuoco di quella nazionalita’, se io vado in un ristornate italiano all’estero il 50% dei casi, sono stato buono, trovo persone di altre nazionalita’, e pur vero che il mondo si e’ globalizzato, in Italia penso che siamo fr i primi posti, per la grande gioia di clandestini e non, a Napoli il sindaco paga gli affitti agli irregolari, c’e invece tra le fila del governo chi vuole ridurre gli anni della cittadinanza, e come facciamo a vendere e a garantire il prodotto italiano di qualita’ quando tra le mura della nostra patria non riusciamo a trovare nelle cucine dei cuoch Italiani?

Su questo argomento c’e’ ne sarebbe da scrivere e dibattere, ben vengano iniziative del genere ma cerchiamo anche di sederci tutti intorno ad un tavolo e discutiamo di un progetto comune sulla difesa del made in italy, non possiamo piu’ perdere terreno, in molti posti del mondo i ristornati italiani c’e solo il bel nome dell’insegna ma poi nulla di che.
Se penso che venti anni fa, nemmeno poi cosi tanti, a Hong Kong nasceva il primo ristorante Italiano questo mi fa ben sperare per me che tre anni fa ho messo su un complex italiano.

Auguri a GVCI anche per i suoi otto anni di vita online, grazie a Rosario e a Mario e a tutti coloro che collaborano con questa associazione, con un solo fine, portare la CUCINA ITALIANA TRADIZIONALE in giro per il mondo, io credo che loro sono il vero motore della promozione enogastronomica, e mi spiace che spesso chi deve se ne dimentica.
Emanuele Esposito – Italia chiama Italia

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