Italiani all’estero, Zaia: “Oggi ho buttato nella spazzatura di New York i prodotti agro-alimentari che si fingono italiani”

Fonte italiachiama

Il ministro Zaia si trova a New York, per l’evento di promozione del Made in Italy, organizzato da ICE, Buonitalia Spa e Vinitaly al ristorante “Del Posto” di Lidia Bastianich, a New York

agricoltura

“Oggi mi sono preso la soddisfazione di buttare nella spazzatura di New York i prodotti agroalimentari che si fingono italiani sui mercati internazionali. – ha detto a Gente d’Italia quotidiano delle americhe diretto da Mimmo Porpiglia  il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali  La finta Mortadella,-  il finto Provolone, il finto Parmigiano sono i grandi nemici dei nostri produttori, ma soprattutto dei consumatori di tutto il mondo che hanno diritto di fare scelte consapevoli al momento della spesa”.

Il ministro Zaia si trova a New York, per l’evento di promozione del Made in Italy, organizzato da ICE, Buonitalia Spa e Vinitaly al  ristorante “Del Posto” di Lidia Bastianich, a New York. Appena fuori il locale, sono state date simbolicamente alle fiamme le etichette ingannevoli dei prodotti “Italian Sounding”, per celebrare, al contrario, le nostre produzioni DOC, DOP, IGP.

“Sui mercati del pianeta trovano cittadinanza prodotti tarocchi, che potrebbero sembrare, per via delle etichette ingannevoli, quelli realmente frutto di secoli di fatica e di cultura, i nostri, i grandi ambasciatori del Made in Italy nel mondo: dal Pomodoro San Marzano ai vini di pregio delle nostre Regioni, dal Parmigiano al Pecorino, che risente, ad esempio, di un continuo calo delle esportazioni determinato, oltre che dalla minore competitività della nostra moneta rispetto al dollaro, anche e soprattutto dalla massiccia presenza sul mercato di prodotti di origine sudamericana o estera con nomi simili ad un prezzo inferiore.

 Se, nel solo Nord America – ha proseguito Zaia –  si potessero tutelare efficacemente le denominazioni delle eccellenze italiane, il nostro export avrebbe un potenziale tre volte superiore a quello attuale, cioè fino a nove miliardi di euro. Qui invece solo un prodotto su tre è effettivamente Made in Italy. Solo negli Stati Uniti, che insieme ad Australia e Nuova Zelanda detengono il triste primato dell’agropirateria, le imitazioni dei nostri formaggi certificati – ha spiegato Zaia – fruttano a chi le produce ben due miliardi di dollari. Sul mercato di New York la presenza di prodotti “Italian sounding” varia dal 14% ad un massimo del 49% del totale presente sugli scaffali dei supermercati. Vincere la sfida della competitività qui, oltreoceano, debellando la piaga dell’agropirateria, significa fare un passo da gigante per vincerla ovunque nel mondo”.  Il ministro ha visitato anche un ippodromo, negli Usa, a pochi chilometri da New York, Westchester. “ Oggi ho visto come potrebbe diventarel’ippica italiana. – ha detto –    Fino a qualche anno fa, l’impianto sembrava che dovesse chiudere; aveva problemi non molto dissimili da quelli che hanno oggi i nostri ippodromi: calo di scommesse, poca attrattività, e in ultima analisi una perdita di fascino non del tutto meritata ma reale. Invece ora, grazie all’intelligenza e al pragmatismo di chi lo gestisce e del sistema produttivo che gli ha costruito intorno una rete, si è rilanciato. Lo Stato ha smesso di rimetterci soldi. Occorre mettere in pratica quel business plan che abbiamo già realizzato e che attende ora di articolarsi per far tornare questo sport ai suoi tempi migliori.”

Il ministro  Luca Zaia torna sul tema a lui caro dell’ippica dopo essersi confrontato con la realtà americana. “Non c’è alternativa, che non sia appunto il fallimento e l’inoculazione sempre più profonda di quel veleno chiamato criminalità. Qui ho visto una straordinaria integrazione tra il ‘gioco’ e le corse, che riesce anche a sconfinare nell’intrattenimento e nella socializzazione.

La giocata minima in questa sorta di hub dell’intrattenimento è di due centesimi. All’interno, 5000 metri quadrati di superficie, si vendono cake, patatine e Coca Cola. È anche un grande momento di ritrovo per anziani, che altrimenti rimarrebbero soli. In mezzo alla sala, un palco con cinque microfoni. Davanti, comode poltrone da cui si può assistere allo spettacolo: così si aiutano i cavalli negli Stati Uniti d’America. Poi ho avuto modo di visitare un allevamento la Perretti Farm: un altro punto di riferimento per gli appassionati di cavalli. Anche qui, spazi immensi, razze straordinarie e cavalli che farebbero la gioia di qualsiasi appassionato. 350 cavalli su 100 ettari di terreno. Lo sport e la passione per questi animali qui trova un giusto equilibrio.”

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