Parliamo di…EE

“In un Mondo dove l’ipocrisia e’ la quotidianeta’, io vado oltre questo scempio, quello che cerco di fare con Mediterraneans e di dare una possibilita’ a un  giovane Saudita, per questo ho voluto dopo la prima edizione aprire in concomitanza con l’evento una scuola, che dia la possibilita’ a un Saudita di crearsi un futuro diverso”.

Con queste parole iniziamo a parlare di Esposito Emanuele, che tra l’altro e’ anche l’autore di questo spazio, sappiamo benissimo che parlare di noi stessi non e’ elegante ma e’ stato una cosa voluta e per dare visibilita’ all’evento, un iniziativa che noi riteniamo oltre che lodevole anche di impegno sociale.

ILC-Visto che lavoriamo insieme da diversi anni, ci diamo anche del tu, se a te va bene?

EECerto che si, non e’ il web che puo’ cambare il rispetto e non sarebbe giusto, trasformare le emozioni e i sentimenti per colpa di un cavo.

ILC– Come nasce Mediterranenas?

EE- Nasce da una volonta’ mia e con gli amici del Il villaggio, cercavo qualcosa che desse risonanza sia al ristornate che al mondo Italiano in Saudi Arabia, anche perche’ qui di ristornati italiani c’e’ ne sono tanti, ma pochi Italiani.

ILC-Cioe’.

EE– cerco di spiegarmi, quando sono venuto qui in Jeddah, per aprire il villaggio, io volevo dare al clinete Saudita il massimo, volevo che il cliente si sentisse in Italia, cecando di dare il prodotto Italiano, per questo ho voluto, e grazia alla compagnia dove lavoro che mi ha sostenuto, che importassimo quanti piu’ prodotti italiani possibili, all’inizio non e’ stato facile, per niente, ero affranto, deluso e non nego che ho dovuto combattere con me stesso.

ILC-In che senso.

EE-io non sono uno che odia, ma nel periodo dell’apertura del ristornate io ero entrato in una fase di Odio totale, del posto, della gente e forse anche di me stesso, e continuavo a ripetermi che avevo fatto il piu’ grande errore professionale della mia vita, venire in questo Paese.Ero venuto con tanta voglia di dimostrare a me stesso e al mondo che l’ITALIA e’ un paese che ha ancora tanto da dire, poi vedevo che la gente mi diceva che la pizza che io facevo non era la vera pizza ITALIANA, perche’ mancava il ketup, che non avevo nel menu le fettuciniAlfredo, che non avevo gli spaghetti con MEAT-BALLS, tutte cose che purtroppo i ristornati italiani all’estero fanno e vendono, per la logica del Business, dare al cliente quello che vuole.

ILC-come hai superato questa fase?

EE-Non lo con certezza, forse la mia determinazione, abnegazione a quello che stavo facendo, ho avuto una fase di demoralizzazione che poi lo superata grazie al Pasticciere.

ILC-ti sei dato ai Dolci?

EE-No! dopo qualche mese, per fotuna arrivo’ il mese del Ramadan, dove ho potuto rilassarmi un attimino, e solo allora ho capito che avevo bisogno, di professionalita’, ho fatto quello che tanti fanno, mettere un annucio sulla FIC, pochi giorni dopo ricevo un email da un certo Vincenzo Raschella, rimasi a guardare, no a leggere l’email, per qualche minuto, quel nome mi ricordava l’Australia, e li che conobbi Vincenzo, ma lo conobbi sutto il profilo professionale e quindi conoscevo bene le sue doti, e come uno scemo mi misi a piangere, capii che forse la mia situazione qui in Arabia sarebbe cambiata, e cosi fu, da li a pochi Vincenzo fece parte del mio team.

ILC-ma tu non avevi gia del personale?

EE-NO COMENT! mi avvalgo della facolta’ di non rispondere.

ILC-perche’?

EE-perche’ la professionalita’ in questo paese, non la compri nemmeno al supermercato.

ILC-Mediterranenas, come e’ nato il nome?

EE-Sergio Grasso, perche’ abbiamo voluto  questa comunione tra la storia alimentare Araba e italiana, quindi abbraccia un po tutto il Mediterraneo, che poi e’ il cuore dell’evento, la due culture, Italo-Arabe, per questo il primo evento e’ stato dedicato all’influenza araba in Sicilia.

ILC-come mai Sergio grasso e come lo hai conosciuto?

EE-I casi della vita, quando una cosa si deve fare, si fa, si vede che avevo imboccato la strada giusta, e un po di fortuna anche.

ILC-In che senso?

EE-Tramite amici giornlisti e a Facebook.

ILC-Facebook?

EE- SI! questo potente mezzo, che tutti criticano ha dato una grossa mano a Mediterraneans, l’incontro virtuale con Sergio lo avuto grazie a Facebook.

ILC-Quindi aprirai un scuola?

EE-diciamo che ad oggi si, ci sono ancora degli ostacoli da superare ma sono fiducioso di lanciare per l’evento anche la scuola.

ILC-Quindi la tua vita ormai e’ in Arabia Saudita?

EE-non lo so, so solo che sono qua’ e voglio cercare di ampliare la cultura Italiana in questo Paese! con tutte le mie forze.

ILC- lo scopo?

EE- Molti pensano che dietro a un evento, a una scuola o alle mie idee ci sia uno scopo di lucro, con sincerita’, io in tutta questa storia ci sto’ perdendo soldi e amori.

ILC-Amori?

EE-si amori, la mia ragazza dice che io amo piu’ il lavoro che lei, e’ forse non ha tutti i torti, e spero che per colpa del mia fottuto amore che per il lavoro di non perdere questo mia grande DONNA!

ILC- A me non resta che ringraziarti, ma un ultima cosa, non e; che stai correndo troppo? le istituzioni Italiane in tutto cio’ ti stanno dando una mano?

EE-Sono io che ringrazio te, e ringrazio di questa domanda, chi si ferma e’ perduto, in questo paese non si corre abbastanza, le istituzioni? a parte il consolato Italiano di Jeddah, che ringrazio del supporto e del consorzio Parmigiano Reggiano, nessuno almeno ad oggi, sono le piccole aziende come Bonat, azienda  di parmigiano che mi sta dando una mano, per il resto solo parole, mi aspettavo che dopo la visita di Berlusconi ci fosse qualcosa di diverso, ma sono fiducioso, anche perche’ ci sto lavornado tanto, spero con il cuore che il governo italiano ci dia un supporto anche morale, questo come sto’ dicendo da qualche anno E” UN PAESE CHE DARA” UNA GROSSA MANO. L’Italia non puo’ permettersi di perdere terreno sull’esportazione.

Ringraziamo l’amico Emanuele che dopo tante insistenze ci ha lasciato questa breve intervista, che e’ stat proposta qui in forma ristretta, nei prossimi giorni vi daremo l’intervista integrale, il team Il commensale e’ molto vicino a questa grande persona e all’iniziativa che sta portando avanti, noi possiamo solo augurare che le sue idee e i suoi progetti possono realizzarsi, aggiungiamo che e vero che questo paese (ARABIA SAUDITA) e’ un Paese strategico, il governo italiano ha l’obbligo politico ed economico di avvicinarsi, la vista del Presidente del Consiglio, avvenuta qualche settimana fa, ha dato un buon inizio, noi speriamo che continui.

grazie a tutti voi, e scusateci se ci siamo perpessi di intervistare il nostro amico, era un atto dovuto per sostenere questa causa che vedra’ anche la realizzazione insime all’Unicef di una scuola in Africa.

Comtinua…

Il Team Il Commensale

RVCR

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