Giancarlo Galan il nuovo Ministro Agricoltura.

Giancarlo Galan dunque subrentra a Zaia, Zaia subentra a Galan, era piu’ che prevdedibile, ma cosa cambia nel ministero?

Per Giancarlo, arcellano doc, nato lunedì 10 settembre 1956, laurea in Giurisprudenza a Padova con una tesi in Diritto ecclesiastico, è il coronamento di una carriera iniziata negli anni Ottanta nelle file del Partito Liberale Italiano. Direttore centrale di Publitalia ’80, nel 1993 gli viene affidato il compito di costituire Forza Italia in Veneto. Nel marzo 1994 è capolista nel proporzionale e viene eletto deputato. La richiesta è immediata: «Ora vogliamo la Regione». E un anno dopo, il 23 aprile 1995, è lui che si misura per Palazzo Balbi con Ettore Bentsik. Nella prima giunta entrano, tra gli altri, Iles Braghetto, Fabio Gava, Massimo Giorgetti e il non ancora «mascalzone» Raffaele Zanon.

Galan viene confermato il 16 aprile 2000 dopo la sfida con Massimo Cacciari («una scelta di campo tra regime e libertà»). Garantisce per lui Giulio Tremonti: «Considero Giancarlo l’unico presidente in grado di guidare il Veneto verso il federalismo fiscale, per una Regione più ricca con meno tasse». L’anno successivo, alle Politiche, fa il testimonial per Marino Zorzato, l’uomo cui il Pdl veneto affida ora il compito di marcare stretto Luca Zaia. Il 3-4 aprile 2005 il governatore si guadagna il terzo mandato superando Massimo Carraro. Lo slogan che convince gli elettori è «per un Veneto più forte in un mondo più grande». Nell’aprile 2006 Galan arricchisce il suo biglietto da visita con l’elezione a senatore: resta a Palazzo Madama fino al 12 luglio, quando – per incompatibilità – passa il testimone a Pierantonio Zanettin. Nel frattempo (un segno del destino?) viene assegnato alla commissione Agricoltura e produzione alimentare. Alla voce «professione», fra tanti avvocati, medici e gornalisti, la «Navicella» parlamentare lo qualifica «presidente della Regione Veneto».

Nel 2008 il governatore porta il laticlavio solo 7 giorni: il 29 aprile lascia lo scranno a Piero Longo. Ora, dopo la sofferta rinuncia al quarto mandato, arriva il sì al «ministero delle mozzarelle». Dopo l’addio a Palazzo Balbi, si preparano a fare una gran festa le donne che sono più vicine, politicamente, al quasi-ministro. A cominciare dall’onorevole Giustina Mistrello Destro: «E’ una nomina più che meritata, un riconoscimento importante per il lavoro di questi anni. L’Agricoltura è un dicastero che nei prossimi anni diventerà sempre più importante: non è un caso che la vecchia Dc se lo sia sempre tenuto stretto». «Ho sentito Giancarlo stamani (ieri, ndr) – argomenta la presidente della Provincia Barbara Degani e l’ho sentito contento. Sono sicura che avrà sempre un occhio di riguardo per Padova e il Veneto. Di sicuro sarà un ministro di peso».

Sprizza soddisfazione pure l’onorevole Lorena Milanato, coordinatore provinciale del Pdl: «Nel 1993 lavoravamo insieme in Publitalia, lui a Milano, io a Padova. Quando il presidente Berlusconi decise di far nascere Forza Italia, fui chiamata a lavorare con Galan in piazza Eremitani. E quella fu la svolta della mia vita».


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