Un’altra?

Galan incurante degli altri Ministri

Giudica i ristoranti italiani nel mondo

Istituito un ennesimo e inutile elenco di ristoranti italiani all’estero per la promozione del Made in Italy nel mondo. I locali in elenco saranno segnalati anche attraverso una targa ad hoc con la dicitura “Ottimo – Ristorante italiano di qualità” con il logo del ministero delle Politiche agricole

 

Se non fosse che ormai è questione di poche ore e poi per sua ammissione lascerà la poltrona per traslocare alla Cultura, Giancarlo Galan meriterebbe davvero una sonora tirata di orecchie. Incurante che il suo Ministero, insieme ad altri 4, partecipa al più importante programma per valorizzare i ristoranti italiani nel mondo , con tanto di certificazione di qualità dell’Isnart, l’istituto delle camere di commercio, e dell’Unioncamere, per dare visibilità ad un politico dei “Responsabili” (tale on. Antonio Razzi che ha in questo il suo unico momento di gloria) ha avviato una nuova bella patacca fatta apposta per creare confusione, non risolvere alcun problema e farci sbertucciare nel mondo. Altro che gioco di squadra, sinergie ed efficienza. Basta legere l’articolo che segue per capire la mancanza di serietà di un progetto che non prevede nemmeno strumenti di controllo su questi ristoranti da metter enella guidfa di Galan e Razzi…

E questo proprio mentre l’organizzazione che fa capo ai Ministeri degli Affari Esteri, per i Beni e le Attività Culturali, dello Sviluppo Economico, del Turismo e delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (col suo direttore generale Deserti) lancia da domani un sondaggio per votare il miglior ristorante Italiano nel Mondo fra gli ottocento circa già selezionati dal Rim sui 1200 che avevano presentato domanda all’Unioncamere e all’Isnart.

Visto che Galan avvia un evidente sperpero di denaro pubblico duplicando senza rigore quanto il suo Ministero sta già facendo nell’ambito del Governo, sarebbe forse il caso di chiedere un intervento censorio del Ministro Giulio Tremonti e, nel caso la forza di pressione di un (ir)responsabile come Razzi fosse superiore agli stop del ministro dell’Economia denunciare l’accaduto alla Corte dei Conti.

Veramente un brutto modo per celebrare i 150 dell’Unità d’Italia all’insegna della divisione, dell’improvvisazione e solo per premiare il trasformismo che da sempre è uno dei mali del nostro Paese. Peccato, il Ministro Galan aveva aperto molte speranze, ma con questa pagliacciata rischia di passare anche lui all’archivio dei politici inutili.

 

 

 

 

Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan insieme all’onorevole Antonio Razzi \ oggi, 16 marzo, hanno presentato il decreto che istituisce l’elenco dei ristoranti italiani di qualità all’estero per la promozione del Made In Italy nel mondo.

 

«Si tratta di un importante riconoscimento – ha dichiarato il Ministro – per i ristoranti italiani nel mondo che è nato da un’idea dell’onorevole Razzi e che io ho accolto con favore. Quando mi è capitato di andare a mangiare in qualche ristorante italiano all’estero, mi sono reso conto di quanto potesse essere importante un’iniziativa come questa. I ristoranti italiani in giro per il mondo molte volte infatti sono luoghi in cui si mangia di tutto tranne che pietanze realizzate con prodotti italiani e secondo le sane regole della dieta mediterranea. Per dare una svolta, abbiamo deciso di istituire l’elenco dei ristoranti italiani all’estero. In questo modo chi andrà in un locale con la targa “Ottimo – Ristorante di qualità” potrà avere la certezza di trovare piatti preparati con specialità italiane nel rispetto della nostra tradizione culinaria. Difenderemo così l’immagine del Made in Italy alimentare dalle pesanti contraffazioni che non fanno bene alle nostre esportazioni».

Abbiamo ideato anche un sito di e-commerce – ha aggiunto Galan – che presto sarà attivato su internet, grazie alla collaborazione di Buonitalia e Poste Italiane. In questo modo i ristoratori italiani all’estero avranno modo di acquistare con più facilità i nostri prodotti tipici. Il nuovo decreto a costo zero otterrà anche l’importante obiettivo di incentivare l’esportazione di prodotti alimentari italiani all’estero. Si tratta, inoltre, di un’iniziativa che rappresenta un servizio all’Italia e all’italianità, proprio a ridosso dell’importante festa per i 150 anni dell’Unità d’Italia.L’onorevole Razzi infine ha commentato: «Questo decreto non considera solo gli italiani ma è aperto anche a tutti quei ristoratori di altre nazionalità all’estero che desiderino servire la cucina di qualità del nostro Paese, utilizzando i prodotti italiani e cucinando secondo le nostre tradizioni. Si tratta di un’iniziativa che sarà accolta con grande favore dai ristoratori italiani nel mondo».Il decreto emanato dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha infatti come scopo fondamentale quello di tutelare e promuovere la tradizione enogastronomica e culinaria italiana nel mondo. L’elenco dei ristoranti italiani di qualità all’estero che è stato istituito prevede che i locali iscritti nell’elenco vengano segnalati anche attraverso una targa ad hoc con la dicitura “Ottimo – Ristorante italiano di qualità” con il logo del ministero delle Politiche agricole.A breve termine sono due i vantaggi principali: da un lato, permettere ai consumatori di conoscere e riconoscere i ristoranti “davvero” italiani, che utilizzano materie prime italiane e cucinano secondo la nostra tradizione; dall’altro, incrementare la vendita all’estero dei prodotti agroalimentari italiani avviando un meccanismo competitivo virtuoso tra gli stessi ristoratori di qualità.Con questo atto ufficiale, dunque, il Ministero delle politiche agricole intende supportare e promuovere un circuito di ristoranti italiani nel mondo in grado di rappresentare una vera e propria vetrina d’eccellenza del nostro sistema agroalimentare.

 

Tra i requisiti richiesti per l’iscrizione all’elenco, il decreto prevede che il ristorante:

 

•                abbia acquistato ingredienti di provenienza italiana, di cui una parte sia costituita da prodotti Dop;

•                proponga una carta dei vini con una significativa presenza di vini italiani, in particolare Docg, Doc e Igt, mentre per le pizzerie è previsto che il menù offra una selezione di birre italiane;

•                abbia in menu almeno un piatto preparato esclusivamente con prodotti di provenienza italiana, secondo la tradizione della “Dieta Mediterranea – Patrimonio dell’Umanità Unesco”;

inserisca nella propria carta l’indicazione dell’origine delle materie prime utilizzate e illustri la ricetta delle specialità tradizionali italiane.

 

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