lettera aperta

Jeddah, 17 Marzo 2011 BUON COMPLEANNO ITALIA

Al Ministro

Giancarlo GALAN

Caro Ministro

Bella la sua iniziativa ho meglio il suo decreto firmato da Lei e proposto dall’On. Razzi sulla valorizzazione dei ristornati italiani nel mondo, “Ottimo” se non fosse che c’e’ gia’ un altro marchio “Ospitaliata’ italiana” c’e’ gia’, non riesco a capire perche’ lei ha voluto creare un altro marchio creado un  confusuione nel settore.

A parte questo non condivido I requisiti, spero minimi, che lei ha inserito del suo decreto, e le spiego perche’;

In primis lei sa bene che in alcune zone del medio oriente ci sono delle restrizioni alimentary, quindi gia’ qui partiamo male, secondo come si fa a dare il marchio anche a quei ristornati che non hanno almeno um cuoco Italiano.

Per ultimo, e non per caso, il suo decreto prevede uno shopping online dei prodotti alimetari in collaborazione con Poste italiane e buonitalia, quest’ultima doveva chiudere perche’ troppo costosa ma e’ ancora li, e’ un altra questione, lei mi dica come fa un ristoratore a acquistare prodotti online se poi ci vogliono una serie di documentazione e I costi doganali sono alti, non tutto il mondo segue la legislazione europea, quindi io credo che vada rivisto il decreto nella forma e nella sostanza, perche’ cosi presentato rischia di apparire solo una bella propaganda oppure me lo lasci dire, un accontentino!

Chi giudichera’ questi ristoranti?

BuonItalia? On. Razzi? Lei?

Siamo seri Ministro, il problema della ristorazione italiana all’estero e un fenpmeno complesso, ci sono tanti falsi come quanto I prodotti cinesi in Italia e in giro per il mondo, il fenomeno non puo’ essere combattuto con una targa o un marchio, e se si vuole seriamente fare valorizzazione basterebbe andare a prendere il Disegno di legge 1030 presentato dalla senatrice REBUZZI la scosa legislazione, ho fare una commissione dove ci sono anche gli operatori sel settore e associazioni di categoria, non e’ che con un decreto si risolva il problema della valorizzazione.

Ci sono tante cosec he possono aiutare, ad esempio creare all’interno di ogni ristornate italiano, che abbia le carateristiche richieste, un angolo shop “ItalianS’ ad esemlio dove il cliente puo’ vedere il prodotto, creare situzioni e/o eventi locali, formazione del personale con corsi-stage da tenersi in Italia, ci sono tante ottime scuole di cucina Italiana sul nostro territorio. Poi c’e il disocrso dazi doganali e documentazione, pensa che in Arabia Saudita non puo’ essere importata  la carne italiana, anche se HALAL, perche’ manca un certificato che l’italia non ha mai emesso, io per importare la bresaola lo devo fare attraverso corrieri espressi.

Io importo prodotti italiani di qualita’ ma per farli uscire dalla dogana mi tocca pagare sottobanco, perche’ la legislazione italiana e’ ben diversa da quella Araba, allora bisognerebbe intervenire sul Governo locale, magari con accordi, Lei non crede?

E’ facile fare proclami ma bisognerebbe conoscere le realta’ Paese per Paese.

Io spero che Lei ritorni su I suoi passi e rived ail decreto, sono diponibile anche a un Incontro e credo che Lei dovrebbe richiamare al suo tavolo anche le Associazioni di categoria, se vuole veramente fare una Targa seria.

Tutti dicono che I cuochi sono ambasciatori della cucina nel mondo, ma senza mezzi non si puo’ fare promozione.

La ringrazio

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