Targhe o no Targhe

Anche il Direttore Generale Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche dell’UnionCamere)  Giovanni Antonio Cocco concorda con chi critica la moltiplicazione di “targhe, marchi e medaglie” ai Ristoranti italiani nel mondo. Questo proliferare di targhe “Non giova al successo del nostro Paese”, scrive Cocco nella lettera indirizzata allo chef Emanuele Esposito, Presidente di Ciao Italia in Medio Oriente
Ancora polemiche sul decreto del Ministro Galan per riconoscere i veri ristoranti italiani all’estero. Nei giorni scorsi nel commentare la propagandistica iniziativa del Ministro Galan, INformaCIBO pubblicava (ecco il testo: http://www.informacibo.it/a/galan-ultimo-bollino-ristoranti-italiani-allestero.htm) una lettera dello chef Emanuele Esposito, Presidente di Ciao Italia del Medio Oriente, che faceva notare “che è la terza o la quarta iniziativa che annuncia la istituzione dell’Insegna del Ristorante Italiano, (che Ciao Italia aveva promosso già dieci anni fa…….) creando in questo modo una grande confusione. Esposito si rivolgeva direttametne al ministro mentre a dimostrazione della disattenzione generale verso i ristoratori italiani all’estero INformaCIBO sottolineava come nessun ministro abbia preso una iniziativa per ricordare la cucina italiana nel mondo nel giorno del 150° dell’Unità d’Italia e se non c’era l’iniziativa Happy Birthday Italia di Ciao Italia non se ne sarebbe neanche parlato! E’ stato solo il Presidente della Repubblica Napolitano a dare valore ai ristoratori consegnando una Medaglia, all’iniziativa di Ciao Italia.
Alla lettera di Esposito oggi è arrivata la risposta del Direttore Generale Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche dell’UnionCamere) Giovanni Antonio Cocco che boccia la moltiplicazione di “targhe, marchi e medaglie” ai Ristoranti italiani nel mondo e dice “che non giova al successo del nostro Paese”.
Ma ecco la lettera integrale del direttore dell’Isnart allo chef di Ciao Italia:
Egregio Signor Esposito,
Le scrivo in relazione alla Sua del 17/03/2011 con la quale lamentava la mancata inclusione dei ristoranti “Ciao Italia” all’interno del progetto Ospitalità Italiana Ristoranti Italiani nel mondo.
Per prima cosa voglio condividere con Lei un concetto sul quale mi trovo perfettamente d’accordo: oggiAggiungi un appuntamento per oggi più che mai la moltiplicazione di “targhe, marchi e medaglie” non giova certamente al successo del nostro Paese.  Il nostro è un Paese che per la sua cultura e le sue tipicità enogastronomiche (e non solo) che ci riconoscono in tutto il mondo ha bisogno di pochi ingredienti per affermare il proprio ruolo: il primo è il gioco di squadra che richiama fiducia e umiltà. Sono fattori legati tra loro poiché il gioco di squadra presuppone che ognuno scelga e svolga il proprio ruolo (l’ordinario come diceva San Francesco), si fidi di quanto fanno gli altri e, non ultimo, abbia l’umiltà di riconoscere dove c’e’ bisogno di aiuto e dove finisce il proprio agire.
Troppi sono gli esempi di mancanza di questo gioco di squadra e troppi sono gli esempi di azioni che, seppure rispondenti a precise esigenze di mercato, e quindi “giuste”, sono poi sfociate in fallimenti o peggio ancora in mancate risposte a chi ci ha creduto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti; la perdita complessiva di competitività non la si deve agli operatori che, come lei, hanno scelto in modo chiaro e professionale il proprio ruolo, ma a coloro i quali quel ruolo non hanno saputo valorizzarlo fondandoci sopra un vantaggio concorrenziale altrimenti incolmabile.
Qualche volta questa mancanza di gioco di squadra è però anche frutto di una scelta molto puntuale e tesa ad affermare principi che poco hanno a che fare con squadra, fiducia e umiltà, quanto con individualismo e arroganza.
Detto ciò, che forse può contribuire a chiarire una parte del mio pensiero, vengo alla risposta alla sua principale domanda. I ristoranti certificati:
a) si sono candidati autonomamente dopo che Unioncamere (www.unioncamere,it) e le Camere di Commercio all’estero (www.assocamerestero.it) hanno fatto quanto di meglio per informare i rispettivi territori e per coinvolgere nel progetto tutti gli interlocutori possibili, nessuno escluso.
b) sono stati visitati da personale della Camera di Commercio italiana all’estero per acquisire tutte le informazioni
richieste dal disciplinare;
c) sono stati valutati da una commissione in Italia composta dalle più importanti organizzazioni che compongono il Comitato di Coordinamento ed il Comitato di Valutazione (http://www.10q.it/comitati_rim.php?lang=it)
Per eventuali approfondimenti  la invito a seguire questo link per verificare tutte le diverse specificità del progetto: http://www.10q.it/ristoranti_italiani_mondo.php
Dopo oltre un anno di preparazione e di lancio del progetto,  abbiamo ottenuto ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi oltre 1.120 ristoranti auto-candidati e oltre 600 certificati e siamo partiti con il Premio Ospitalità Italiana. Ovviamente il processo non si esaurisce qui perché, nella migliore tradizione delle Camere di Commercio d’Italia che operano per il successo degli imprenditori italiani in Italia e nel mondo, il progetto durerà nel tempo con l’obiettivo di affermare dal basso, come sanno fare i nostri imprenditori, i concetti della migliore ospitalità italiana in ogni parte del mondo.
Più in generale, il progetto Ospitalità Italiana, voluto dalle Camere di Commercio d’Italia dal 1997 è un progetto nato per far emergere in modo volontaristico quegli operatori che realmente offrono il meglio dei loro servizi frutto di investimenti, perseveranza, inventiva e voglia di crederci. Ospitalità Italiana è un progetto che accanto ad una severa attività di certificazione realizzata attraverso visite ispettive condotte da personale specializzato ed indipendente, affianca una promozione ed un pubblico riconoscimento che i nostri sforzi e le nuove tecnologie ci facilitano nel proporre: al riguardo la invito a visitare il sito http://www.10q.it ed a scaricare da iPhone l’applicativo Ospitalità Italiana.
Oggi la targa Ospitalità Italiana è presente in Italia in oltre  5.500 aziende turistiche certificate (alberghi, ristoranti, agriturismi ecc.) e intorno a questo marchio si riconoscono oramai molte Regioni e Province Italiane, le associazioni di categoria, gli operatori e, non ultimo, i consumatori attraverso le loro associazioni. In sintesi è un vero e proprio lavoro di squadra nel quale tutti sono attori e tutti ne condividono le scelte e gli strumenti. Sembra utopia ma così non è ed a testimonianza di questa affermazione La invito ad una qualsiasi premiazione che realizziamo in Italia per renderla maggiormente consapevole dei successi di questa attività elevata anche a buona pratica a livello europeo.
Quanto alla estensione del progetto Ospitalità Italiana ai Ristoranti Italiani nel mondo non ci vuole molto per riconoscerne la sua necessità, con forse qualche peculiarità in più: la esigenza di riconoscere e far conoscere gli operatori di qualità è la stessa in Italia e nel mondo; nel mondo c’e’ in più il fatto che i veri ristoratori  italiani sono letteralmente immersi in una giungla di contraffazione che produce oltre 50 miliardi di dollari di falso e che certo non fa bene né a questi operatori, né all’immagine dell’Italia e dei suoi prodotti.
Potrei dilungarmi molto a parlarLe di quanto sia determinante procedere su questa strada allargando il coinvolgimento al maggior numero di aziende, amministrazioni pubbliche, associazioni, ecc. evitando sovrapposizione ed individualismi, ma non lo faccio perché sono perfettamente consapevole di quanto Lei condivida questi principi.
Voglio solo rassicurarLa che non esiste alcuna preclusione nei confronti dei ristoranti Ciao Italia,  che non esistono in assoluto Ristoranti omessi e che esiste la possibilità di candidarsi rivolgendosi alla Camere di Commercio Italiana all’Estero più vicina o competente per Paese.
La ringrazio per aver letto queste parole e, ove possibile,  vorrei che le inoltrasse a coloro che grazie al loro fare dimostrano giornalmente di apprezzare e rispettare l’Italia.
Rimanendo a Sua disposizione per ogni chiarimento in merito, porgo i miei più distinti saluti.
Giovanni Antonio Cocco
Direttore Generale
Isnart S.c.p.A.

“Grande è il disordine sotto il cielo”, è il commento di INformaCIBO.

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