ALIMENTARE: SECONDO SETTORE MANIFATTURIERO CON 124 MLD FATTURATO

Roma, 14 giu. – L’industria alimentare italiana, con 124 miliardi di euro di fatturato e 21 di export realizzati da oltre 6.300 imprese, si conferma il secondo settore manifatturiero del Paese. Un quarto (25%) del suo turnover e’ costituito oggi dai prodotti per i quali l’innovazione rappresenta un fattore essenziale, che incorpora il maggiore valore aggiunto: si tratta della gamma del cosiddetto tradizionale evoluto (sughi pronti, oli aromatizzati, condimenti freschi, piatti surgelati, ecc.) e dei veri e propri nuovi prodotti (alimenti ad alto contenuto nutrizionale, salutistico e di servizio) che costituiscono rispettivamente il 16% (oltre 20 miliardi) e il 9% del fatturato totale (oltre 11 miliardi). Il mercato italiano e internazionale dei prodotti alimentari sara’ influenzato sempre di piu’ dalle trasformazione della societa’ (invecchiamento, ricomposizione sociale, individuazione, migrazione, scolarizzazione), dai cambiamenti delle abitudini alimentari, affidate a scelte sempre piu’ razionali, e dai ritmi di vita, sempre piu’ a carattere urbano. Per questo l’industria alimentare italiana e’ costantemente impegnata ad andare incontro ai consumatori fornendo prodotti adatti alle piu’ diverse necessita’ nutrizionali, come anche alle differenti occasioni di consumo, e che permettano al consumatore di compiere scelte consapevoli e di seguire una dieta adatta al proprio stile di vita e all’attivita’ fisica svolta. I cibi tradizionali hanno gia’ assunto nuove forme, non solo in termini di confezionamento e servizio, ma anche negli standard qualitativi, di sicurezza e delle proprieta’ nutrizionali; ma la sfida e’ far si che i prodotti del futuro, insieme a cambiamenti significativi nella dieta e negli stili di vita, possano avere un impatto positivo sulla salute pubblica e sulla qualita’ generale della vita, nonche’ sull’ambiente e sull’efficienza delle diverse filiere agroalimentari. L’ occasione e’ il convegno pubblico della Piattaforma “Italian Food for Life” con alcune tra le principali imprese alimentari italiane insieme a esponenti del mondo della Ricerca pubblica e privata e della Amministrazioni centrali e regionali competenti. “Italian Food for Life” – afferma Daniele Rossi, direttore generale di Federalimentare e Chairman della Piattaforma – rappresenta un’iniziativa unica nel nostro settore e aggrega, sotto il coordinamento di Federalimentare, affiancata dall’ENEA, dall’INRAN e dall’Universita’ di Bologna, oltre 300 stakeholder tra imprese grandi, piccole e medie, Universita’, centri di ricerca pubblici e privati, associazioni dei consumatori, rappresentanze del mondo agricolo e della distribuzione, con l’obiettivo comune di incidere sulla politica economica del Governo in materia alimentare, orientandola piu’ efficacemente in favore della ricerca e dell’innovazione, senza sovrapposizioni, dispersioni, oscurantismi o destinazioni prive di risultati”. Sara’ anche presentato il documento operativo della Piattaforma – Agenda Strategica di Ricerca e Innovazione in cui sono indicate le priorita’ dell’industria alimentare italiana da qui al 2030, non solo in termini di ricerca, ma anche di innovazione, alla luce sia di quanto indicato nella Strategia “Europa 2020” della Commissione europea a Lisbona, che degli orientamenti assunti nei programmi quadro di cerca comunitaria. Ma se alcuni degli indirizzi di ricerca costituiscono i prerequisiti per ogni produzione alimentare (per es. Sicurezza alimentare, Sostenibilita’ della produzione), le aree dedicate alla ricerca su Alimenti a Salute, nonche’ su Qualita’ e Produzione rappresentano invece gli ambiti strategici su cui punture per sviluppare prodotti innovativi, in linea con le esigenze dei consumatori, evolvendo dal tradizionale classico. Alla base della Piattaforma Tecnologica Nazionale “Italian Food for Life” c’e’ una convinzione: solo una ricerca orientata strategicamente sulle scienze della nutrizione e sulle tecnologie alimentari potra’ condurre allo sviluppo di nuovi ingredienti e prodotti e, quindi, ad un vantaggio distintivo e competitivo per le nostre imprese nel mondo. “Abbiamo intrapreso la strada giusta – conclude Daniele Rossi – e ora cerchiamo tutti, Industria, Amministrazioni e Accademia in primis, di proseguire in questa direzione! Soprattutto in questa fase di transizione con uno scenario politico profondamente mutato in cui si affacciano, da una parte, i vantaggi derivati da una ritrovata chiarezza sulle diverse responsabilita’ di Governo centrale, regionale e locale, e dall’altra gli svantaggi derivanti proprio dal rinnovo di una tensione sulle risorse che rischia di disperdere il nostro sforzo centrale e unitario, nonche’ di sovrapporre e duplicare le iniziative”.

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